Inter

⚽️ “Sin Rol e l’Inter”
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“Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.”

Giorgio Muggiani, 9 marzo 1908
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La storia dell’F.C. Internazionale ha inizio nei primi anni del secolo scorso, precisamente il 9 marzo 1908 al ristorante L’Orologio di Via Giuseppe Mengoni a Milano.
In principio a Milano esisteva solo il Milan in cui, nonostante nella proprio formazione militassero giocatori inglesi, lo straniero rappresentava ancora una sorta di tabù.
Questo problema creò una frattura all’interno del club, dividendolo in due fazioni opposte.
La fazione dei ribelli, scrive lo statuto della nuova società durante una cena scegliendo nomi e colori simbolici: il nero e l’azzurro.
Il nome del club “Intenazionale”, appunto, deriva dalla volontà dei soci di accettare giocatori non solo italiani ma anche stranieri.
Nel 1910 la neonata società nerazzurra assapora il suo primo trionfo: nel campionato ad otto squadre rifila cinque goal al Milan e arriva in finale con la Pro Vercelli. Quest’ultima, vero squadrone dell’epoca, per protestare contro la data scelta per la sfida, manda in campo undici riserve e perde 10 a 3.
I successivi titoli arrivano in due annate consecutive, 10 anni dopo, 1919-20 e 1920-21.
Il quarto titolo nerazzurro è del 1937-38. In questo periodo la denominazione della società subisce un mutamento per volere del regime fascista: da Internazionale diventa Ambrosiana-Inter.

La prima grande Inter del dopoguerra arriva nella stagione 1952-53. Il presidente Masseroni crea una squadra di campioni del calibro di
Skoglund, Wilkes e Nyers con Alfredo Foni in panchina.
Arrivano due scudetti consecutivi battagliandosi fino all’ultimo punto contro la Juventus. Celebre nella seconda annata la vittoria per 6 a 0 contro i bianconeri.

Il passo successivo nella storia dell’Inter si compie con l’arrivo di Helenio Herrera.
All’inizio della stagione 1962-63 vengono effettuati alcuni ritocchi alla squadra che si riveleranno decisivi per l’inizio del ciclo d’oro. Per creare l’intelaiatura della Grande Inter Herrera pretende dal presidente Angelo Moratti la testa di Angelillo e l’acquisto di Luisito Suarez dal Barcellona; mette in disparte gli stranieri Maschio e Hitchens e lancia i giovanissimi Facchetti e Mazzola.

Fu l’inizio dell’epopea della Grande Inter, una formazione leggendaria che nel giro di quattro anni vinse tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.La prima Coppa dei Campioni fu conquistata nel 1963-64, superando nella finale di Vienna il Real Madrid, la seconda arrivò invece l’anno dopo sconfiggendo a San Siro il Benfica. I due successi continentali furono seguiti in entrambi i casi dall’affermazione mondiale, con l’Inter capace di vincere la Coppa Intercontinentale sia nel 1964 — diventando la prima squadra italiana a riuscirci — che nel 1965, sempre contro l’Independiente.

La formazione è un ritornello ancora oggi…
“Sarti, Burgnich, Facchetti, Guarneri,Picchi, Suarez, Corso, Mazzola, Peirò, Jair”

Dopo questi storici anni si ricorda l’Inter di inizi di anni ’80, con Altobelli e Beccalossi e lo storico campionato 88-89 con Giovanni Trappatoni in panchina.
Sarà chiamato “Lo scudetto dei record”…

58 punti su 68 disponibili (34 gare), 26 vittorie, 6 pareggi, 2 sconfitte.

L’Inter dei record ha nei tedeschi Brehme e Matthaus (prossimo pallone d’oro) le colonne del gioco, in Diaz e Aldo Serena i suoi goleador, in porta il fenomenale tifosissimo Walter Zenga, che nell’intera stagione subisce soltanto 19 reti.

Nel 1995 inizia l’era di Massimo Moratti che vuole ripercorrere le gesta del padre Angelo.
Nel 1998 regalò al panorama calcistico italiano e soprattutto ai suoi tifosi “Il Fenomeno” Ronaldo, ma con il brasiliano arrivò soltanto la Coppa Uefa. Gli anni successivi sono pieni sopratutto di delusioni, con lo scudetto sfuggito all’ultima giornata nel 2002 e annate tribolate con continui cambi di allenatori.

La svolta ci fu nella storica estate del 2006 con lo scandalo Calciopoli che ridimensiona e stravolge tutto il calcio italiano.
L’Inter prima ottiene l’assegnazione del titolo a tavolino e l’anno successivo torna al trionfo sul campo con il titolo nazionale numero 15. Una stagione da record con Roberto Mancini in panchine.
Saranno alla fine 5 i campionati consecutivi, con gli ultimi due con Jose Mourinho alla guida della squadra. Nell’ultimo anno, nel 2010, il portoghese conduce la squadra verso una stagione fantastica proiettandola nella leggenda: vince la Coppa Italia, il 18° scudetto e, dopo 45 anni di attesa, la Champions League. I nerazzurri divennero la prima squadra italiana e tuttora unica a realizzare il “triplete”.

Si cambia allenatore, arriva Rafael Benitez, e alla fine del 2010, sempre dopo 45 anni, l’Inter conquista il tetto del mondo vincendo anche la Coppa del Mondiale per Club.

Nel 2013, dopo diciotto anni di gestione Moratti, la società fu acquistata dall’imprenditore indonesiano Erick Thohir, che divenne così il primo presidente straniero della storia nerazzurra. Tuttavia la nuova proprietà non fu in grado di risollevare la società da una crisi di risultati nata al tramonto della precedente gestione e sostanzialmente proseguita nelle stagioni successive. Nel 2016 lo stesso Thohir cedette il controllo del club al Suning Holdings Group, di proprietà dell’imprenditore cinese Zhang Jindong.

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