Jindřich Trpišovský

⚽️ “Sin Rol, Slavia Praha e … Jindřich Trpišovský”
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Che impressione avete avuto dallo Slavia Praha l’anno scorso in Champions?
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Per alcuni ha cambiato lo Slavia Praga dal punto di vista del gioco e della mentalità, per tanti ha rivoluzionato l’intero movimento calcistico ceco. La figura di Jindřich Trpišovský va ben oltre il ruolo di un allenatore, in grado di rivoluzionare il club praghese in ogni suo aspetto e sorprendere tutti, ma proprio tutti. E se per gran parte di addetti ai lavori, e non solo, i pareggi – nell’ultima edizione di Champions League – a San Siro contro l’Inter e al Camp Nou, conquistati con un atteggiamento propositivo e a viso aperto contro avversari di gran lunga superiori dal punto di vista tecnico, hanno rappresentato una sorpresa, al contrario chi conosce il 44enne sa che quei due punticini rappresentano il premio di una carriera costruita dal basso e che con tanto sudore e sacrifici lo ha portato a guadagnarsi palcoscenici del calcio mondiale.

La caratura degli avversari, del calibro di Inter, Barcellona e Borussia Dortmund, non ha impedito a Jindřich Trpišovský di proporre le sue idee di calcio anche fuori dai confini della Repubblica Ceca. Con il suo 4-2-3-1, l’ex allenatore di Viktoria Žižkov e Slovan Liberec e riusciuto imbrigliare Antonio Conte ed Ernesto Valverde, i suoi colleghi e avversari alla guida rispettivamente di Inter e Barcellona. Senza trascurare le prove contro il Borussia Dortmund, che a Praga è uscito vincitore solamente grazie a due giocate estemporanee di un talento come Achraf Hakimi ma che ha subito la schiacciante pressione (senza, però, la finalizzazione) di una squadra che non ha sofferto la pressione dei riflettori puntati e la grandissima qualità degli avversari, pagando lo scarso rapporto tra la mole di gioco creata e la capacità di finalizzare le occasioni a disposizione.

“Sono una persona emotiva e me ne vanto perché le emozioni appartengono allo sport”. Per Trpišovský “il calcio è spettacolo” e quello che vuole trasmettere attraverso la sua squadra è la bellezza di questo sport. Un uomo che si è costruito il suo sogno partendo dal basso: all’età di 24 anni, nel 2000, Jindřich lavorava come cameriere in un ristorante e nel tempo libero studiava da allenatore tra settore giovanile, in cui allenava, e la prima squadra, come vice del tecnico della formazione di seconda divisione. Una vita a ritmi frenetici, senza fermarsi mai: “Alle otto del mattino aprivo il locale, poi di corsa alle dieci all’allenamento della prima squadra. Tornavo a lavoro fino alle cinque, quando c’erano i ragazzi; infine nuovamente a lavoro la sera. La sveglia risuonava alle quattro per chiudere la sala giochi del ristorante: io ero l’unico ad avere le chiavi”.

La stanchezza, i tanti sacrifici e quel sogno che tardava ad arrivare lo hanno fatto dubitare. Sì, perché gli anni passavano e l’occasione non arrivava. Così, dopo oltre un decennio nelle giovanili, nel 2012 Jindřich Trpišovský riflette attentamente e valuta la possibilità di gettare la spugna e lasciare il mondo del calcio: “£ro all’Horni Měcholupy e giocavamo nella Divize (la serie dilettantistica ceca, ndr). La massima divisione era un sogno. Poi, durante l’esperienza al Viktoria Žižkov (seconda divisione, ndr) ero esausto mentalmente ho provato per la prima volta la sensazione di smettere di avere passione per il calcio”. A raccontarlo è stato lui stesso in un’intervista rilasciata al quotidiano ceca Idnes, in cui ha riavvolto il nastro della sua carriera.

E per uno strano scherzo del destino, la vita e la carriera di Trpišovský si incrociano con l’Italia e in particolare un tecnico italiano: nel 2013 arriva la grande chiamata con la chance da allenatore della prima squadra. Jindřich prende il posto di Giancarlo Favarin e riesce con un vero e proprio miracolo sportivo a portare la squadra – sommersa dai debiti – al quarto posto in classifica. Un risultato ricordato con grande piacere ancora oggi dai tifosi del Viktoria Žižkov. L’occasione nel club del distretto di Praga 3 è la vera e propria svolta. Lì, Trpišovský ha l’opportunità di sbizzarirsi con le sue idee molto particolari: dallo schema su rimessa laterale con il controllo di schiena di un calciatore per servire un compagno all’allenamento nei giardini pubblici, accanto ai bambini che si divertono all’aperto e gli adulti che trascorrono qualche minuto di relax nell’area verde della città ceca.

“Siamo molto simili nel modo di vedere il calcio”. La fonte di ispirazione di Trpišovský resta Jurgen Klopp, un tecnico che il ceco ha studiato minuziosamente e con cui condivide molti tratti della sua filosofia di gioco.

L’ottimo lavoro a Žižkov attira l’attenzione dello Slovan Liberec, che se lo assicura e gli offre un progetto con tanti giovani da far crescere lontano dai riflettori di Praga. Qui Trpisovksy compie l’ennesimo miracolo portando la squadra in Europa League (affronterà ai giorni la Fiorentina di Paulo Sousa). E con l’addio di Silhavy allo Slavia Praga, per sedersi sulla panchina della Repubblica Ceca e ricoprire il ruolo di commissario tecnica, la società biancorossa non ci pensa due volte e scommette su Trpišovský.

L’arrivo in panchina di Trpišovský ha rappresentato un momento chiave della storia recente dello Slavia Praga: il tecnico classe 1976 è riuscito a valorizzare tanti calciatori presenti in rosa e soprattutto far esplodere defintivamente alcuni dei giovani con cui ha lavorato a Liberec, prima di portarli a Praga con ruoli da protagonisti. E a giovarne sono state le casse del club: da Soucek, passato al West Ham a titolo definitivo e oggi una pedina fondamentale dello scacchiere tattico di Moyes, ai vari Deli, Ngadeu-Ngadjui, Kral e Zmhral fino a Coufal, con Trpišovský già ai tempi di Liberec e in procinto di trasferisi al West Ham.

Jindřich Trpišovský ha cambiato lo Slavia Praga, il club biancorosso ha vinto la sua scommessa: il tecnico 44enne ha rivoluzionato la squadra biancorossa sotto il profilo del gioco e della mentalità, portando una ventata di freschezza ed elevandola ai vertici del calcio ceco e in vetrina nel panorama del calcio internazionale.

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